Lo sguardo è un’arma.
Può accendere l’eccitazione, creare tensione, far capire che sei lì, presente. Ma come tutte le armi va dosato. Perché se lo usi male… rischi di diventare imbarazzante invece che seducente.
La regola d’oro: massimo 5-6 secondi
Tienilo a mente: non più di 5-6 secondi.
È il tempo perfetto per creare elettricità senza far scattare la sensazione di “oddio, perché mi fissa così?”. Superata quella soglia, da magnetico diventi strano.
Alterna, non ipnotizzare
Lo sguardo funziona se lo dai e lo togli.
Lo mantieni, lo lasci andare, poi lo riprendi. È questa alternanza che fa salire l’eccitazione. Non serve ipnotizzare l’altra persona come se stessi facendo un interrogatorio: lo scopo è creare ritmo, non mettere pressione.
Non c’è una regola valida per tutti
Ogni persona è diversa.
C’è chi regge uno sguardo lungo e ci gioca, e chi dopo due secondi già abbassa gli occhi. Dipende dal grado di eccitazione, dal livello di pudore, da quanto l’altra persona è pronta a lasciarsi andare.
Ed è qui che entra in gioco la tua sensibilità: sei tu che devi calibrare il contatto visivo in base al momento e alla persona che hai davanti.
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